Il bambino sta al seno tutta la notte? Come togliere le poppate notturne (consigli di una mamma di sette figli)
Sarah Mann·29 min di lettura
Sarah Mann, mamma di sette figli allattati al seno e consulente del sonno, ti presenta due soluzioni dolci e collaudate di esperti per togliere le poppate notturne e ti spiega quando siete pronti per ciascun metodo. In più trovi 10 consigli utili per smettere di allattare il tuo bambino di notte.
Sei stanchissima! Il tuo bambino sta attaccato al seno tutta la notte e ti chiedi se l'allattamento stia migliorando o peggiorando il vostro sonno? Ti piacerebbe togliere le poppate notturne, ma non sei sicura che sia la scelta giusta per il tuo piccolo tesoro?
Oggi trovi le risposte a queste domande.
In questo articolo ti mostro da quali segnali capire che bambino e mamma sono pronti a chiudere con le poppate notturne e con il ciucciare continuo. In più trovi un confronto completo tra due strategie collaudate di due esperti "dolci" (svezzamento notturno secondo Gordon e metodo Pantley). Così potrai decidere con chiarezza qual è la strada giusta per voi.
(A proposito: ho allattato tutti i miei sette figli per uno o due anni.)
Sei pronta per dormire di più? Cominciamo.
Togliere le poppate notturne: quando è pronto il mio bambino?
Non esiste una regola fissa che dica esattamente quando un bambino è pronto a smettere di poppare. Gli esperti consigliano di allattare per almeno 6 mesi. L'American Academy of Pediatrics raccomanda di aspettare almeno il primo compleanno prima dello svezzamento completo dal seno. Spesso però si considera ottimale un periodo di 1-2 anni.
Naturalmente genitori e bambini possono smettere prima o dopo, in base alle preferenze e alle circostanze personali. L'età del bambino, la situazione familiare, lo stato emotivo della mamma e la mancanza di sonno sono i grandi fattori da considerare in questa decisione. Non esiste giusto o sbagliato.
Quando un bambino riesce a stare senza poppate di notte?
Vale quanto segue:
Già dai 3-4 mesi si può lavorare con successo per allungare dolcemente gli intervalli tra le poppate notturne e ottenere così fasi di sonno più lunghe.
Un bambino dai 6 mesi in poi può tranquillamente smettere di poppare di notte e continuare a essere allattato di giorno (anche in modo esclusivo, se lo desideri).
Al più tardi dai 5-6 mesi i bambini con uno sviluppo regolare riescono a stare almeno 6-8 ore di notte senza mangiare. Ufficialmente questo viene già definito "dormire tutta la notte" nei bambini piccoli.
I medici ritengono che un bambino, al più tardi a 9-12 mesi, non abbia più bisogno di calorie o latte di notte per crescere sano.
Uno sguardo oltre i confini: una piccola digressione
In molti Paesi anglofoni si dà per scontato che un bambino, al più tardi a 6 mesi, possa dormire tutta la notte, cioè 11-12 ore di fila (sì, anche i bambini allattati al seno).
Molti programmi di coaching del sonno in lingua inglese partono già dai 4-5 mesi. Alcuni esperti e autori noti abbassano il limite ancora di più, e i loro libri restano molto popolari soprattutto negli Stati Uniti (Ezzo e Bucknam, "Becoming Babywise"; Suzy Giordano, "12 hours by 12 weeks" e altri).
Anche se personalmente non sostengo affatto questi metodi, mostrano quanto sia ampia la gamma delle possibilità. In America e in Francia molte mamme tornano al lavoro già dai 4 mesi del bambino. Questo richiede soluzioni diverse rispetto a dove le mamme restano a casa più a lungo.
In altri popoli, invece, si allatta ben oltre i 2 anni e si lascia che sia il bambino a guidare lo svezzamento dal seno.
In altre parole: molto di ciò che consideriamo normale dipende dalla cultura.
La pressione di essere la mamma perfetta
Molte mamme sentono forte l'aspettativa di essere "perfette", sia dentro di sé sia da parte della società che le circonda.
Eppure basta guardare ad altre culture per capire che tantissime strade sono normali e possono essere vissute in modo sano e amorevole.
Questo significa che, quando si tratta di togliere le poppate e di dormire tutta la notte, hai tutto il diritto di seguire la tua strada!
Prendere una decisione: qual è la scelta giusta?
Spesso aiuta chiedersi con sincerità: riuscirei a reggere il ritmo che sto sostenendo adesso anche con un altro bambino?
Spesso la risposta è "no" (per me è stato così). E allora non può nemmeno essere normale e sano lottare 24 ore su 24 con mancanza di sonno, sovraccarico e zero energie solo perché alcuni libri moderni ci convincono che sia "normale", "bellissimo" e "il meglio" per il bambino.
In conclusione: di norma è davvero possibile insegnare ai bambini, già da pochi mesi di età, a coprire il loro fabbisogno di calorie durante il giorno. Il loro sviluppo non ne risente. (Questo però non vale necessariamente per i bambini prematuri o sottopeso!)
Il bambino sta al seno tutta la notte! Perché? I fattori da cui dipende il sonno notturno
Se anche il tuo piccolo è diventato un bambino che di notte vuole ciucciare in continuazione, forse ti stai chiedendo come si sia arrivati a questo punto.
Prima di tutto, una rassicurazione: non tutti i bambini diventano così, ma non è affatto una rarità. Il modo in cui si sviluppa il sonno dipende molto dal temperamento, dallo sviluppo del cervello e dalla personalità del tuo bambino. Tutti i bambini hanno bisogno di nutrimento, vicinanza e sicurezza, ma non tutti lo reclamano senza sosta.
Si stima che circa il 25% dei bambini sviluppi seri problemi di sonno.
I bambini che ciucciano in continuazione di solito fanno fatica a scivolare da una fase di sonno all'altra (sonno leggero e sonno profondo) e da un ciclo di sonno al successivo (nei neonati durano 40-50 minuti). Dormono invece in modo più agitato, si svegliano di continuo e reclamano con forza ciò a cui sono abituati per addormentarsi e riaddormentarsi, e nella maggior parte dei casi è il seno (oppure essere tenuti in braccio).
Autoconsolazione (self-soothing)
Uno studio di Burnham (2002) ha osservato 80 lattanti durante il primo anno e ha scoperto che già a pochi mesi di età tre grandi fattori permettono di prevedere in che misura il bambino, a un anno, avrà sviluppato la capacità di calmarsi da solo (in inglese "self-soothing"). (Per autoconsolazione qui si intende passare da una fase di sonno all'altra senza l'aiuto dei genitori e riuscire così sempre più a dormire tutta la notte.)
Secondo questo studio, i 3 fattori più importanti per prevedere se un bambino a 1 anno dormirà tutta la notte sono:
Quanto tempo ha passato il bambino nel primo anno nel proprio lettino? I bambini che imparano presto a dormire da soli hanno molte più occasioni per esercitare la capacità di calmarsi da soli.
Quanto tempo ha passato il bambino fin dall'inizio in sonno tranquillo? Cioè, quali segnali mostra di uno sviluppo cerebrale precoce e maturo?
Quanto velocemente reagiscono i genitori quando il bambino si sveglia? Aspettano un attimo, dando così al bambino il tempo di esercitarsi un po' nel "self-soothing"?
Il ciucciare continuo di notte sembra quindi dipendere da molti fattori, e su alcuni di essi (sviluppo del cervello e personalità) abbiamo ben poca influenza.
Anche la situazione in cui il bambino dorme sembra avere un ruolo importante. Pare che i bambini che dormono nel letto familiare o direttamente accanto alla mamma si sveglino più spesso. Altri studi, però, sostengono di aver scoperto esattamente il contrario: meno risvegli e più sonno profondo a 6 mesi di età.
Perché i bambini dai 6 mesi sarebbero in grado di rinunciare al ciucciare continuo?
L'età di sei mesi non è scelta a caso, ma si basa su anni di ricerca sullo sviluppo della prima infanzia.
Gli esperti hanno infatti osservato che lo sviluppo del sistema nervoso autonomo, necessario per l'autoregolazione e il controllo delle emozioni, fa enormi progressi soprattutto nell'ultimo trimestre di gravidanza e nei primi sei mesi di vita del bambino.
Questo significa che a 6 mesi il cervello, di norma, è abbastanza maturo perché il bambino non debba più essere calmato solo da stimoli esterni (in particolare dall'allattamento, dal biberon, dal ciuccio o dall'essere portato in braccio), ma sia sempre più in grado di calmarsi da solo o di impararlo.
E questo è il presupposto principale per passare da un ciclo di sonno all'altro senza svegliarsi.
Di conseguenza, al più tardi a 6 mesi i bambini possono imparare a dormire tutta la notte!
E anche ai piccoli che ciucciano in continuazione si può insegnare a dormire senza il seno in bocca.
Il bambino di notte vuole solo il seno: quando va bene dire "adesso basta"?
Quando un bambino sta attaccato al seno tutta la notte, per molte mamme significa un'altalena di emozioni e pensieri: sì, è bellissimo, e vorresti tanto regalare ai tuoi piccoli tesori questa vicinanza e la certezza profonda che ci sarai sempre per loro.
Allo stesso tempo molte mamme, soprattutto di bambini più grandi, raccontano di essere ormai completamente esauste, piene di tensioni, sopraffatte o addirittura sull'orlo del crollo.
In questi casi risposte semplici come "L'allattamento è importante. Ma perché fai tante storie?" oppure "Continua così, è del tutto normale!" non bastano davvero.
Uno studio australiano indica infatti che quasi la metà delle mamme di neonati e bambini piccoli che si rivolgono a una clinica o a una consulenza del sonno si trova già in un quadro di depressione clinicamente rilevante, scatenato da una grave mancanza di sonno!
Questo coincide con la mia lunga esperienza nella consulenza sul sonno e nell'accompagnare tante mamme (e papà) esauste, che si sono rivolte a me piene d'amore e di disperazione.
Come posso togliere le poppate notturne al mio bambino? 10 consigli utili
Tu e il tuo bambino siete pronti per il prossimo passo? Queste strategie possono aiutarvi a ridurre le poppate notturne:
1. Fai bere e mangiare molto il tuo bambino durante il giorno
Perché il tuo bambino possa dormire meglio di notte, è importante che durante il giorno beva a sufficienza e, a seconda dell'età, che mangi anche abbastanza.
Crescendo, i bambini diventano sempre più attivi e si distraggono facilmente. Assicurati quindi di mantenere orari regolari per le poppate durante il giorno (circa ogni 2-3 ore, con intervalli più lunghi man mano che cresce) e che in quei momenti il tuo bambino beva davvero bene.
Al più tardi dai 4-6 mesi possono diventare importanti orari e rituali fissi e soprattutto un ambiente tranquillo e senza distrazioni per allattare.
2. Offri un pasto abbondante la sera
Fai in modo che il tuo bambino inizi la notte con la pancia piena, così non si sveglierà troppo presto per la fame.
(Ai bambini più piccoli conviene offrire più poppate extra distribuite durante la serata. Per quelli più grandi basta un pasto abbondante, con un intervallo sufficiente dal pasto precedente, che sia una poppata o una pappa.)
3. Trova strategie alternative per calmarlo
Capita spesso che i bambini continuino a svegliarsi di frequente per abitudine. Non hanno davvero fame, ma vogliono semplicemente fare uno "spuntino".
In questo caso può aiutare introdurre strategie alternative per calmarlo, come carezze, canzoncine, leggeri colpetti, il ciuccio, un dolce dondolio e così via.
4. Separa la poppata dall'addormentamento
Nella maggior parte dei casi, un passo molto importante verso il sonno notturno è abbandonare l'allattamento come rituale per addormentarsi.
Allatta circa 15 minuti prima della nanna e trova rituali fissi per calmare il tuo bambino e aiutarlo ad addormentarsi dopo la poppata (per esempio una ninna nanna, portarlo in braccio, esercitarsi ad addormentarsi sdraiato e così via).
Sveglia dolcemente il tuo bambino perché faccia un'altra bella poppata prima che tu vada a letto, per esempio alle 22:30.
6. Niente svezzamento notturno nei periodi di cambiamento
Poco prima di una vacanza, quando sono imminenti l'inserimento al nido, l'arrivo di un fratellino o il tuo rientro al lavoro, non è il momento ideale per iniziare a togliere le poppate.
Lo stesso vale quando il tuo bambino ha il mal di denti o un raffreddore.
7. Mantieni le poppate notturne brevi e tranquille
Durante tutte le poppate notturne allatta il tuo bambino nel modo più tranquillo e breve possibile (e necessario).
Cerca di essere il più "noiosa" possibile e non aggiungere coccole extra, che renderebbero il risveglio ancora più attraente.
8. Aspetta un attimo prima di rispondere al tuo bambino di notte
Sembra strano, ma questo semplice consiglio può davvero fare la differenza (vedi anche lo studio citato sopra): quando il tuo bambino si sveglia di notte, dagli un numero crescente di secondi o minuti per calmarsi da solo e imparare a riaddormentarsi senza il tuo aiuto.
Se applichi questa strategia con costanza, forse presto noterai con stupore che molte volte, dopo un breve lamento, si riaddormenta e la poppata non serve.
(Se il tuo bambino inizia subito a piangere a squarciagola, questa strategia non fa per voi. Oppure va aumentata solo molto lentamente.)
9. Fatti un piano
Togliere le poppate può richiedere poco o molto tempo. Dipende molto dalla vostra situazione, da quante volte allatti adesso e dall'età del tuo bambino, e anche da che cosa desideri esattamente.
È utile fissarti degli obiettivi e fare un piano. E poi metterlo in pratica. Come e quando vuoi togliere le poppate? Quanto deve durare la fase di adattamento e quando vuoi ridurre le singole poppate notturne?
10. Valuta un approccio dolce e strutturato per imparare a dormire
Se il tuo bambino sta attaccato al seno tutta la notte, è molto probabile che si sia semplicemente abituato a ciucciare in continuazione, senza avere davvero sempre fame.
A questo punto puoi valutare un approccio dolce e strutturato, in modo che il tuo piccolo tesoro impari a passare da solo da una fase di sonno all'altra e finalmente possiate dormire tutti tutta la notte.
Un modo delicato per accompagnarlo passo dopo passo, restando sempre al suo fianco, è per esempio il Metodo PAL.
Svezzamento notturno secondo Pantley o Gordon: come funziona e quale è meglio?
Se cerchi un piano preciso e dolce per affrontare lo svezzamento notturno, ti presento ora due metodi molto diffusi di due esperti "dolci".
Svezzamento notturno secondo Elizabeth Pantley: applicabile dai 4-6 mesi
Svezzamento notturno secondo il dottor Jay Gordon: per bambini dai 12 mesi
Confronto tra i due metodi e consigli
1. Svezzamento notturno secondo Elizabeth Pantley (per bambini dai 4-6 mesi)
Elizabeth Pantley è convinta che debba esistere una via di mezzo tra il "lasciar piangere" o il metodo Ferber e la mancanza di sonno, spesso pesantissima, che le mamme vivono a causa dei continui risvegli e delle poppate notturne.
Il suo obiettivo è rispondere ai bisogni di mamme e bambini e allo stesso tempo ottenere più sonno per tutti. Con il suo metodo dolce mostra come i bambini dai 4 mesi possano imparare ad addormentarsi e a riaddormentarsi in modo più autonomo.
Come funziona
Se il tuo bambino conosce solo il seno come aiuto per addormentarsi, questo metodo è pensato proprio per te.
Pantley si concentra soprattutto sul problema dell'allattamento per addormentarsi e dell'allattamento per riaddormentarsi.
Consiglia di togliere con costanza e dolcezza il seno (oppure il biberon o il ciuccio). In pratica allatti il tuo bambino quasi fino a quando si addormenta, ma stacchi la sua bocca dal seno poco prima che si addormenti del tutto.
Il modo migliore è infilare il mignolo nell'angolo della sua bocca, così da interrompere la suzione. Può aiutare anche sostenere delicatamente il suo mento verso l'alto, in modo che la bocca si chiuda. Fai lo stesso a ogni risveglio notturno.
Come impara il bambino
Il tuo bambino impara quindi un passo alla volta ad addormentarsi da solo senza ciucciare, finché riuscirai a calmarlo con il contatto fisico e alla fine solo con la voce.
Notte dopo notte togli il seno un istante prima.
Se il tuo bambino piange, puoi allattarlo di nuovo e poi riprovare a togliere il seno un po' prima del solito.
L'obiettivo è che il tuo bambino impari ad addormentarsi senza ciucciare, così da imparare anche a passare da una fase di sonno all'altra senza ciucciare e senza svegliarsi. E sì, questo può significare che le prime notti dovrete ripetere 10, 20 o 30 volte "allattare → togliere il seno → allattare → togliere il seno…" a ogni risveglio. Fino a quando il tuo bambino accetta di addormentarsi senza il seno in bocca. La costanza è fondamentale.
Questo piano può essere adattato all'età e ai bisogni del tuo bambino e seguito con ritmi diversi.
Per chi è adatto questo metodo?
Questo metodo è adatto ai bambini molto piccoli, con cui non si può ancora fare un vero coaching del sonno (dai 3-4 mesi di età). Così si possono sviluppare abitudini di sonno più utili del ciucciare continuo e dell'addormentarsi al seno.
È consigliato ai genitori che vogliono evitare le lacrime a ogni costo e che possono investire tempo ed energie per arrivare con delicatezza allo svezzamento notturno.
Viene usato con successo anche con bambini più grandi, anche se in questi casi servono spesso più pazienza ed energia.
Per chi non è adatto questo metodo?
Non è adatto alle mamme che non hanno la forza o il tempo per applicarlo con costanza. Richiede alcune settimane o addirittura mesi e tanta pazienza, anche nel cuore della notte.
Chi deve occuparsi di più figli o è esausta potrebbe trovarsi meglio con un metodo più rapido e chiaro.
Esperienze con il metodo Pantley
Ecco alcune testimonianze di genitori che hanno provato questo metodo:
"Da 3 notti seguiamo il programma. E devo dire che questo metodo merita tanto di cappello. … la notte scorsa è andata benissimo, mio figlio ha accettato quasi sempre senza protestare che gli togliessi il capezzolo e si è riaddormentato subito, con il suo panno di stoffa sugli occhi, e ha dormito 2-3 ore, e tutto questo nel letto familiare, che non ho cambiato. Prima era spesso un ciucciare continuo con risvegli anche ogni ora." "Non ci sono prove scientifiche per questo metodo, solo un unico studio privato, i cui risultati non corrispondevano per niente alla nostra esperienza (nell'esempio la mamma stacca il bambino dal seno 5 volte prima che si addormenti; da noi, anche dopo tre settimane, non sono mai state meno di 50!)" "Mio figlio (9 mesi) si svegliava di notte almeno ogni ora e voleva essere allattato. Da circa due settimane applico con costanza alcuni consigli e da circa 3 giorni la sera si addormenta senza essere portato in braccio, allattato, cullato o simili (basta che io sia presente). Da due notti dorme molto meglio anche di notte… E tutto questo senza pianti." "Ho seguito il piano dell'autrice per tre settimane e le notti sono diventate ancora peggiori. Non si lasciava più mettere giù e dormiva solo in braccio o sulle mie gambe."
(Riferimento: Elizabeth Pantley, "The No-Cry Sleep Solution")
2. Svezzamento notturno secondo il dottor Jay Gordon: per bambini dai 12 mesi
Il pediatra americano Jay Gordon ha sviluppato un piano di 10 notti per togliere le poppate notturne, che consiglia a partire da 1 anno di età.
Come funziona?
Il dottor Jay Gordon è convinto che di notte un bambino abbia bisogno di sicurezza e vicinanza. Anche il suo metodo per togliere le poppate notturne è considerato dolce. Tuttavia propone una struttura chiara di 10 notti.
L'obiettivo è arrivare a una pausa di 7 ore senza poppate. Per il resto della notte si può continuare ad allattare e coccolare come prima.
All'inizio scegli una fascia oraria precisa di 7 ore in cui non vuoi più allattare, per esempio dalle 20:00 alle 3:00 oppure dalle 22:30 alle 5:30. Al di fuori di questa fascia il tuo bambino può continuare a essere allattato come al solito, sia per addormentarsi sia al risveglio.
Notti 1-3
In queste notti si continua ad allattare come sempre quando il bambino ha fame, ma lo si stacca presto dal seno se ciuccia soltanto e non beve (più) davvero. Al suo posto lo si calma con il contatto fisico.
Una forte protesta è normale. L'obiettivo è che il tuo bambino non si addormenti al seno, ma riceva tutta la vicinanza e la sicurezza di cui ha bisogno.
Notti 4-6
Da questo momento, durante la pausa di 7 ore, il bambino non viene più allattato. Puoi fare di tutto per calmarlo in altri modi (cantare, fare "shhh", accarezzarlo, appoggiargli la mano, anche portarlo in braccio).
È importante dargli tanta vicinanza, ma restare costanti. Per le mamme che allattano può essere sensato che sia il papà a occuparsene in questa fase.
Notti 7-10
Procedi in modo simile alle notti 4-6, ma restate assolutamente sdraiati. Quindi niente più braccio, e anche il contatto fisico va ridotto ulteriormente. Puoi per esempio parlargli, cantare, accarezzarlo, appoggiargli la mano.
Il tuo bambino imparerà a calmarsi anche così.
Puoi essere certa che sente il tuo amore e il tuo affetto, anche se all'inizio reagisce frustrato e arrabbiato perché gli hai tolto la sua amata abitudine di ciucciare.
E dopo?
Puoi continuare a toccarlo brevemente e a parlargli quando si sveglia. Cerca però di ridurre al minimo queste interazioni. A volte servono ancora alcune notti, e raramente una settimana o più, prima che il tuo bambino inizi a dormire queste 7 ore di fila.
Per chi è adatto questo metodo?
Per bambini da un anno in su (anche se, da consulente del sonno, direi che dai 6 mesi andrebbe benissimo).
Per genitori che hanno preso una decisione chiara: introdurre 7 ore di pausa dalle poppate e il sonno notturno.
Devi mettere in conto proteste e lacrime. Ma puoi essere sicura che la tua vicinanza e la tua presenza danno al tuo bambino la sicurezza di cui ha bisogno adesso: non è mai lasciato solo, ma accompagnato da te. Con la giusta costanza e pazienza da parte tua riuscirà ad adattarsi in fretta.
Per chi non è adatto questo metodo?
Se non riesci a gestire lacrime e pianto, è meglio non scegliere questo metodo, perché difficilmente si possono evitare (a parte alcuni bambini molto adattabili, e ogni tanto ci sono anche successi sorprendenti con questo approccio).
Se sei indecisa. Perché in quel caso probabilmente sarà il tuo bambino ad "averla vinta".
Se il tuo livello di energia è molto basso, hai bisogno di un approccio più rapido e chiaro e magari vuoi anche abituare il tuo bambino a una cameretta tutta sua. In questo caso, da un anno di età, potresti trovarti meglio con il "metodo della sedia".
Alcuni bambini hanno anche bisogno di spazio (cioè di un lettino tutto loro) per imparare a dormire tutta la notte, e il contatto fisico continuo li agita ancora di più.
Esperienze con il metodo Gordon
Ecco alcune testimonianze di genitori che hanno provato questo metodo:
"Sono un papà. Quando abbiamo tolto le poppate notturne, andavo io da nostro figlio al posto di mia moglie. Piangeva un po' e non era contento che arrivassi io invece della mamma, ma io ero lì per consolarlo. Ogni notte si calmava un po' più in fretta e nel giro di una settimana i suoi risvegli notturni sono diminuiti nettamente." "Abbiamo fatto lo svezzamento notturno verso i 20 mesi… Non è stato facile, ma non è stato così difficile o terribile come pensavo. Io e mia figlia abbiamo parlato del fatto che tutti, bambina, papà, mamma e seno, abbiamo bisogno di riposare tutta la notte. E che se a un certo punto si fosse svegliata triste o spaventata, mamma o papà ci sarebbero stati, potevamo coccolarla o accarezzarle la schiena, ma il mio seno aveva bisogno di riposare… Ci sono volute una o due settimane prima che smettesse di cercarlo disperatamente."
"Sono passati diversi giorni da quando abbiamo concluso il processo graduale di 10 giorni, ed è incredibile quanto in fretta abbia ricominciato a dormire tutta la notte e abbia smesso di aver bisogno di poppare o di coccole quando si sveglia… Aveva solo bisogno di aiuto per imparare un altro modo di addormentarsi.
Mi piace la frase del dottor Gordon sul promettere al bambino tutte le cose belle che potrete fare insieme quando avrete riposato abbastanza. È vero: sono una mamma molto più divertente quando non sono esausta… Credo di allattarla anche di più durante il giorno rispetto a prima, perché voglio che capisca la differenza tra il giorno (poppare, poppare, poppare!) e il riposo notturno della mamma (il seno va a dormire)."
Conclusione sullo svezzamento notturno: qual è la strada migliore?
Ora ti starai chiedendo qual è la strada migliore per voi. L'esperienza insegna che le mamme hanno un ottimo intuito, che dice loro quale metodo è più praticabile e si adatta meglio al loro bambino. Fidati di lui!
Naturalmente puoi adattare tutti i metodi alle tue idee e alle tue esperienze.
Non mi baserei solo sull'età, perché secondo me anche il metodo Gordon, così com'è o in forma simile, si può applicare già dai 6 mesi circa. Tuttavia i neonati (e anche i bambini più grandi) spesso piangono di più e più a lungo quando sono sdraiati accanto ai genitori invece che nel proprio lettino (anche se questo spesso non corrisponde all'ideale dei genitori). Vale quindi la pena riflettere su che cosa volete e su come potete aiutare al meglio il vostro bambino.
In generale il metodo Pantley è un buon punto di partenza. Potreste per esempio provarlo per qualche giorno e poi, nel fine settimana, passare al metodo Gordon.
Quale metodo sia migliore dipende molto dal vostro approccio educativo, dal vostro livello di energia e soprattutto dalla personalità del vostro bambino. Se avete un bambino "tutto o niente", il metodo Pantley sarà troppo lungo e a volte senza risultati. In quel caso sono consigliabili metodi più rapidi come quello di Gordon o altri metodi rispettosi del legame per imparare a dormire. Per altri bambini, invece, il metodo Pantley può essere la soluzione ideale.
Inoltre consiglierei di estendere il metodo Gordon, perché il tuo bambino non ha l'orologio e non sa se sono le 4:00 o già le 5:30, cioè il momento in cui ciucciare è di nuovo permesso. Al più tardi da un anno di età la stragrande maggioranza dei bambini dorme molto meglio quando le poppate notturne vengono eliminate o ridotte al massimo a una (all'inizio della notte, quando la mamma va a letto). Il limite delle 7 ore mi sembra in questo caso piuttosto controproducente per mamma e bambino.
Con amore, Sarah
Sull’autrice
Sarah Mann
Mamma di sette bambini. Consulente certificata del sonno infantile dell’ISSC Australia. Fondatrice de Il Regno della Nanna. Scrive di sonno del bambino rispettoso del legame da dieci anni, perché le ci sono voluti anni per trovare la propria strada.
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